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Regolazioni dei suoni

Le norme che definiscono il rumore consentito sul lavoro sono contenute tra l’altro nella Direttiva UE 2003/10/CE e nella norma OSHA 1910.95, "Esposizione al rumore sul lavoro". Alcuni Paesi hanno definito norme ancora più rigide rispetto alla Direttiva UE.
Secondo la legislazione UE, per il livello di rumore si applica quanto segue:
L’emissione di rumore deve essere ridotta il più possibile
considerando gli sviluppi tecnologici e la disponibilità di mezzi di riduzione del rumore.
In Svezia, il limite del livello giornaliero di esposizione al rumore è di 85 dB, 2 dB inferiore ai requisiti minimi della direttiva.
In caso di superamento del limite di esposizione indicato occorre determinarne la causa, quindi definire ed implementare le misure correttive necessarie. L’esposizione deve essere ridotta il più possibile al di sotto del limite indicato. Inoltre occorre informare adeguatamente il personale interessato sull’eventuale violazione dei limiti di esposizione al rumore e sulle misure da adottare. Il personale deve essere informato dei rischi per l’udito a cui è soggetto nonché obbligato a indossare protezioni acustiche.
Le macchine ed i dispositivi tecnici devono essere progettati per sfruttare gli ultimi sviluppi tecnologici atti a ridurre il rumore.
In altre parole, è importante mantenersi aggiornati per quanto riguarda l’abbattimento del rumore. L’abbattimento del rumore alla fonte è generalmente la soluzione più economica ed efficace. Per ridurre il più possibile l’esposizione al rumore occorre quindi considerare gli ultimi sviluppi tecnologici e tutte le possibilità. La Direttiva UE indica anche che il limite precedente relativamente alle misure per l’abbattimento del rumore non è più valido. Lo scopo della Direttiva UE è, tra l’altro, di far sì che le aziende ed i vari Paesi non possano migliorare la propria competitività a spese di un ambiente di lavoro salutare.

 

Norme di sicurezza